La Legge n. 125/2020, in vigore dal 1° Gennaio 2021, prevede che le organizzazioni che partecipano ad appalti pubblici superiori a 5.000.000 di euro siano tenute a dimostrare il proprio impegno per la parità di genere.
La parità di genere è un tema importante per molte organizzazioni, sia pubbliche che private, che desiderano dimostrare il proprio impegno per l’uguaglianza di genere e la diversità.
In particolare, le organizzazioni che partecipano ad appalti pubblici possono essere obbligate a certificare la propria conformità alla normativa sulla parità di genere.
In questo articolo esploreremo il tema della Certificazione per la Parità di Genere e gli appalti pubblici, con un focus sulla normativa italiana.
La Legge n.125/2020, in vigore dal 1° Gennaio 2021, prevede che le organizzazioni che partecipano ad appalti pubblici superiori a 5.000.000 di euro siano tenute a dimostrare il proprio impegno per la parità di genere.
In particolare, l’Art. 45 della legge prevede che, per partecipare ad un appalto pubblico, le organizzazioni devono possedere un certificato di conformità alla normativa sulla parità di genere, rilasciato da un organismo di certificazione accreditato.
Il certificato di conformità attesta che l’organizzazione ha adottato politiche e procedure per promuovere l’uguaglianza di genere e la diversità all’interno dell’organizzazione stessa.
Queste politiche possono riguardare ad esempio la promozione delle donne a posizioni di leadership, la definizione di obiettivi di genere per la selezione del personale o la sensibilizzazione dei dipendenti sulla parità di genere.
Per ottenere il certificato di conformità, le organizzazioni devono sottoporsi ad un auditing da parte di un organismo di certificazione accreditato, che valuta l’efficacia delle politiche e delle procedure implementate.
L’auditing può essere svolto in base alle linee guida della prassi UNI/PdR 125:2022, che definisce gli standard per la gestione della parità di genere.
L’obbligo di Certificazione per la Parità di Genere è stato introdotto per garantire che le organizzazioni che partecipano ad appalti pubblici siano impegnate nella promozione dell’uguaglianza di genere e della diversità, in linea con gli obiettivi delle politiche pubbliche in materia di parità di genere.
Inoltre, la certificazione può essere un vantaggio competitivo per le organizzazioni che partecipano ad appalti pubblici, dimostrando il loro impegno per la responsabilità sociale e la sostenibilità.
È importante notare che la legge prevede un periodo transitorio di 18 mesi, a partire dal 1° gennaio 2021, durante il quale le organizzazioni possono dimostrare il proprio impegno per la parità di genere attraverso altre modalità, ad esempio presentando un piano di azione per la parità di genere.
Tuttavia, dopo il periodo transitorio, la certificazione diventerà obbligatoria per partecipare ad appalti pubblici superiori a 5.000.000 di euro.
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